Herbert Pacton

Actor / Speaker / Facilitator

Actor

Herbert Pacton, attore comico,

Mi chiamo Herbert Pacton e sono un attore.

La svolta nella mia vita c’è stata quando ho risposto a un annuncio sul giornale in cui cercavano animatori turistici. Prima di iniziare a lavorare bisognava frequentare un corso, al termine del quale era previsto uno spettacolo davanti ai responsabili di vari tour operator. È stato allora che ho capito che il palcoscenico era la mia casa. Avevo 23 anni e qualcosa si è acceso in me e da allora non ha mai smesso di ardere.

Per tre anni ho vissuto nei villaggi turistici tra Egitto, Messico, Tunisia e Zanzibar. In un momento ho capito che cosa volevo fare nella mia vita: il cabaret.  Ho lasciato i villaggi e sono tornato a casa. È stato un vero e proprio salto nel vuoto. Nella ricerca di scuole per diventare cabarettista ho scoperto che non ne esistono. La comicità nasce dalla vita vissuta, dal bagaglio che ci creiamo. Non è artificioso e per farlo bene devi averlo nelle tue corde. Si tratta di raccontare stralci di vita estremizzando la realtà per far ridere. È una comicità nuda, senza oggetti, in cui i tempi comici la fanno da padrone. E questo è proprio uno dei miei punti forti. Persino Michele, celeberrimo co-autore con Gino di Zelig, un giorno ha elogiato i miei tempi comici dicendomi che erano perfetti.

Ho frequentato due scuole di teatro, Centro Teatro Attivo ed in seguito presso la Scuola Arsenale sempre a Milano, e mi sono fatto le ossa nei laboratori, locali in cui comici affermati ed esordienti vanno a provare i loro pezzi. Era un mondo nuovo per me, ma ricco di conferme. Ricevevo complimenti dai professionisti ed ero sempre più convinto di aver imboccato la strada giusta. Il salto di qualità l’ho fatto quando ho incontrato il collega Andrea Midena, un bravo autore che ha saputo capirmi e farmi lavorare al meglio. Con lui in un locale di Caronno Pertusella è nato il duo: Midena e Pacton, in cui un padre ex-comico fallito riversa su di me, figlio secchione, le sue frustrazioni. Lavorare in coppia è la forma che mi è più congeniale. Mi sento a mio agio sotto l’ala protettiva del duo. Con questo sketch siamo riusciti a entrare nel cast di Zelig nel 2005 e così le porte di Mediaset si sono aperte davanti a noi. Per tre anni abbiamo lavorato tantissimo: serate in tutta Italia e spettacoli su navi da crociera.

Ma nel 2007 l’idillio finisce e la collaborazione con il collega si interrompe bruscamente. Complice la mia filosofia di vita non mi sono scoraggiato e non ho forzato le cose, perché sapevo che il destino aveva qualcosa in serbo per me. Il tutto si è materializzato con una telefonata. Era il comico John Peter Sloan che mi propose una parte nei suoi corsi di inglese in chiave comica. Questa collaborazione continua ancora oggi perché il nostro rapporto di stima e amicizia reciproca è solido.

Quando mi chiedono che lavoro faccio, mi piace rispondere che lavoro nella “comunicazione” perché questo e il comun denominatore delle attività che svolgo. Ora sono presidente dell’Associazione Radio Gwendalyn, mi occupo del progetto Nettune che riunisce le radio studentesche liceali ticinesi e recito nei giochi di ruolo in cui i venditori d’auto sono messi alla prova. Non ho idea di cosa mi riservi il futuro, perché tutta la vita è un laboratorio e noi siamo sempre dietro a provare.

© 2020 Herbert Pacton

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